Il futuro del digitale (e non solo) è nei dati

E’ stata evocativa l’affermazione di Reid Hoffman, presidente esecutivo di Linkedin, secondo il quale il Web 3.0 prossimo venturo si fonderà su uno uso ancora non chiaro, ma certamente più intuitivo e immediato di oggi, dell’enorme quantità di dati che gli utenti produrranno.

Ed in effetti questa è la caratteristiche che più colpisce: il fatto che tutti noi, senza neppure accorgerci di farlo, contribuiremo dal cellulare e dal PC, dal tablet e dai molteplici accessi alla cloud alla creazione di contenuti che si presenteranno in modo liquido sulla Rete.

In modo liquido, ma – per dirla con David Weinberger – anche in modo granulare dove la classificazione stessa dei dati sarà appannaggio degli utenti e non dei packager dei contenuti stessi.

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Comunque sia, social media e search rimarranno i punti di contatto – push e pull – attraverso i quali entreremo in contatto con le informazioni da noi stesse prodotte e sempre di più influiremo su come esse stesse saranno prodotte, archiviate, organizzate e fruite. I dati vibrano a patto che siano a nostra autonoma disposizione.

Il futuro del digitale (e non solo) è nei datiultima modifica: 2011-04-12T09:30:00+02:00da admin
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