Ciò che “Vibra e non vibra” nel marketing e nella comunicazione

Alessandro Santamaria, Country Manager di Glamoo, inaugura le interviste di The Vortex.

santamaria_glamoo_post.jpg

Durante la lectio che Alessandro Santamaria, nuovo country manager di Glamoo, ha tenuto alla European School of Economics martedì 15 febbraio, sono emersi i suoi “vibra e non vibra” derivanti da una intensa esperienza nel mondo del commercio elettronico. Alessandro infatti ha introdotto il modello delle vendite private in Italia con Born4shop e ne ha seguito la crescita fino alla fusione con Saldi Privati.

Caro Alessandro, quali sono secondo te, gli strumenti che vibrano per un’azienda che voglia sviluppare il canale digitale nel suo marketing mix ?

Il modello delle vendite private ha avuto il merito di introdurre la modalità push nell’e-commerce ponendo le basi per il suo successo. Certo è che, se il digitale non presenta barriere all’ingresso, presenta però forti barriere al successo e le strategie di customer acquisition sono, in questo senso, determinanti. Born4shop è arrivata ad annunciare ogni giorno le sue vendite ad oltre 2 milioni di persone, acquisite attraverso due canali principali:

  • gli accordi di co-marketing con realtà leader che già possedevano una ampia customer base (Cartasì, Fastweb, Il Sole 24 Ore) o che rappresentavano le punte avanzate sul loro target utente (Leiweb, Gay.it);
  • l’applicazione di dinamiche virali che, a partire da una certa fase della nostra storia, hanno preso piede perchè gli utenti hanno effettivamente compreso come potessero approfittare dei crediti che acquisivano dal suggerire agli amici le vendite che venivano attivate nel club outlet. Una diversa esperienza, ma di grande successo, è invece data dalle anteprime esclusive che per esempio Privalia mette a disposizione per i suoi likers su Facebook dove ha creato uno store dedicato e può così sfruttare la fluidità del social network;

Che cosa invece non ha vibrato fra le tecniche di marketing digitale che hai provato?

Le dem hanno avuto certamente un effetto di “lunga coda” sulla notorietà del nostro brand e sulla nostra affidabilità come operatori, ma non è stato semplice averne un ritorno soddisfacente in termini di costo di acquisizione dell’utente registrato. Anche l’affiliation marketing ha presentato delle difficoltà che in buona misura derivavano dalla limitata consapevolezza, da parte dell’utente, di registrarsi ad un sito di commercio elettronico, per quanto sui generis.

Si leggono in questi giorni le tue interviste in merito all’evoluzione di Glamoo. Vuoi lasciarci un tuo commento?

Le vendite private hanno il limite di essere un’operazione web-to-web che in parte allontanano il cliente finale dal brand. Con Glamoo ci concentriamo su un modello che porti i consumatori nei punti vendita, a diretto contatto con produttori e retailers, attraverso una dinamica digital-to-store. Non solo web dunque, ma anche mobile che sempre più, grazie alla geolocalizzazione, rappresenta la nuova frontiera del marketing. Questo ci consentirà anche di posizionare Glamoo come partner “cool” per i nostri utenti e per i nostri partner, aprendoci al mondo della moda e degli esercizi commerciali di qualità.

Grazie, Alessandro, e in bocca al lupo.

Grazie, The Vortex!

Ciò che “Vibra e non vibra” nel marketing e nella comunicazioneultima modifica: 2011-02-21T09:16:46+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento