Video virali: una regola di base.

Affinché un video possa essere definito virale deve possedere due caratteristiche:

1) essere davvero “infettivo” e quindi generare l’impulso a chi lo vede di condividerlo con altre persone;

2) veicolare in modo corretto i valori del brand o del prodotto che deve promuovere.

Analizzando quanto si trova in rete e viene chiamato virale, non più del 2.3% possiede le caratteristiche di cui sopra. Il restante 97,7% si suddivide in:

video divertenti cui viene appiccicato un brand in modo fittizio (8.6%);

spot pubblicitari che, in assenza di un budget media, vengono chiamati virali, ma che circolano solo all’interno dell’ufficio marketing e dell’agenzia che li hanno realizzati (69.8%);

disastri di comunicazione che riescono nel difficile intento di non essere virali e associare il brand a contenuti dannosi per esso (19.3%).

Lascio a voi la scelta a quale categoria associare il video virale qui sotto.

Comunque secondo me non vibra.

Video virali: una regola di base.ultima modifica: 2009-09-17T23:26:00+02:00da admin
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